manifesto federazione nazionale architetti ingegneri liberi professionisti - Federazione Nazionale Architetti Ingegneri Liberi Professionisti FNAILP

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manifesto federazione nazionale architetti ingegneri liberi professionisti

chi siamo
 I° MANIFESTO ONLINE DI F.N.A.I.L.P.

Gentili colleghi, la Federazione Nazionale Architetti ed Ingegneri Liberi Professionisti in facebook sta riscuotendo un notevole successo, mai prima d’ora ci si era dedicati con così tanto slancio e passione verso i temi reali che al giorno d’oggi affliggono le professioni dell’architetto e dell’ingegnere civile/edile italiano.

Molte sono le federazioni ed associazioni costituite nel nostro Paese che vedono affiancarsi le nostre categorie, (Architetti ed Ingegneri) nessuna però sufficientemente attenta alle questioni drammatiche che amareggiano e avviliscono il lavoro intellettuale. Oggi Noi della Federazione architetti ed ingegneri liberi professionisti in fb, siamo più che mai determinati, v’è bisogno di un profondo, radicale cambiamento.


C’è un dato che motiva ormai l’immediato intervento, nessuna professione e in nessuna parte del mondo è stata mai tanto deprezzata quanto la nostra, fino a renderla, come negli ultimi anni, un hobby, un passatempo il cui l’accesso non si nega più a nessuno.


Il moltiplicarsi infinito di aventi diritto ad operare nel settore, la eliminazione dei minimi tariffari, il conflitto di interessi tra controllore e controllato, tra imprese che auto firmano il loro edificato, tra funzionari di amministrazioni coinvolte nel processo edile troppo interessati ad indicare e con troppa veemenza i tecnici cui avvalersi, tra dipendenti pubblici che svolgono doppio e triplo lavoro nei tempi e nei luoghi sconosciuti a noi mortali, accontentandosi di tariffe utili per una vacanza di fine anno, il cosiddetto grasso che cola, vergognosamente in dissonanza con chi, svolgendo con cognizione di causa solo la professione, ed in luoghi appropriati ed in conformità alle leggi italiane, con le stesse tariffe dovrebbe vivere, mantenere le enormi spese di uno studio e pagare anche la pretesa degli studi di settore per un guadagno commisurato a parcelle ormai inesistenti o deprezzate anche dell’80/90 %.


I prezzi si sa vengono stabiliti dal mercato, ma se nel mercato entra chiunque con qualsiasi percorso formativo, se nel mercato entra chi ha già di cui vivere, chi introitando anche come impresa in quantità estremamente più alte può addirittura azzerare i costi professionali caricandoli sul prodotto finale, se nel mercato entrano amministratori pubblici coinvolti nei processi di approvazione al costruito, allora si genera una evidentissima concorrenza sleale, perché è noto, i prezzi si commisurano a quello che li pone più bassi.

La bontà del “prodotto” purtroppo non è percepibile a priori dal cittadino comune o dal costruttore, il pezzo di carta che rilasciano le università ormai è lo stesso, una fotocopia stampata milioni di volte ogni anno, oggi “appendibile” in tutte le camerette di chi lo richiede con minimo sforzo.

E’ palese dunque il perpetrarsi, ormai divenuto norma o consuetudine, di un vero è proprio sfruttamento dei giovani e della conseguente estrema dequalificazione dei professionisti già operanti nel settore, che sono costretti, per sopravvivere alla deregulation, a svendere il proprio lavoro intellettuale.

A tutto questo il legislatore, non avendoci ancora ridotto propriamente ad elemosinieri, sferra l’ultima ignominia : introduce i Nuovi Ordinamenti Universitari, che hanno generato un raddoppio dei professionisti in pochissimi anni, introduce nuovi e semplificati percorsi formativi, nuove figure ibride, così che le aziende, le imprese, mentre una volta assumevano professionisti laureati oggi assumono mendicanti con qualunque contratto a qualunque condizione e con qualunque retribuzione.

L’offerta di professionisti o di mendicanti ritenuti tali, è ormai smisuratamente superiore alla domanda, per cui per i costruttori, per le imprese è vittoria acclarata, un risparmio impressionate sulle parcelle, sulla qualità, sulla sicurezza, sull’edificato, sul rispetto delle norme;e se oggi sono gli architetti e gli ingegneri italiani a pagare lo scotto, sarà poi la società a trovarsi di fronte ad opere immonde sotto il profilo architettonico e tecnico, frettolosamente progettate e dirette e destinate a fornire servizi di qualità scadente, a produrre costi d’esercizio altissimi e a non assicurare sicurezza e incolumità per i futuri fruitori.

I moderni schiavi, oggi hanno laurea (conseguita in forme e modi diversissimi fra loro), abilitazione, varie specializzazioni, vari masters, inscrizione all’albo e vengono fustigati non solo dal padrone, come un tempo ma anche e soprattutto dalle istituzioni, dalle amministrazioni, dal governo, dall’agenzia delle entrate… Sono messi in totali condizioni di silenzio, nonostante la legge continui a ritenerli responsabili anche e soprattutto per mancanze degli altri.

In un cantiere che dovrebbe esser gestito con sapiente autorevolezza, siamo l’ultima ruota del carro, incapaci di qualunque imposizione di norme, regole, progettualità; un esercito in continuo aumento di colleghi o pseudo tali, soldatini di piombo con qualunque cultura pronti a sostituirti cedendo e derogando qualunque normativa; sopravvivere diviene il diktat che muove il nostro operato . . . e il legislatore . . .tace . . .

Qualcuno in questo clima ha voglia di ridere o di far ridere e riesce benissimo a farlo, pensando addirittura ad una legge sulla Qualità Architettonica,. . . mi sovviene pensare . . . ormai che la patente l’hanno pure i ciechi, possono addirittura vincere il Gran Premio . . .

Federazione Nazionale

Architetti ed Ingegneri Liberi Professionisti in FB



MANIFESTO UFFICIALE

Attraverso il potentissimo strumento mediatico chiamato Facebook, da oltre tre anni si è costituito un movimento di persone e di idee denominato «FNAILP».

Gli innumerevoli dibattiti avvenuti su mezzo mediatico hanno portato ad individuare una rosa di questioni centrali ed imprescindibili affinché si possa rilanciare e ricostruire una professione gravemente lesa e vilipesa dai luoghi comuni e dalle affermazioni demagogico populiste di miopi personaggi della politica e menzogneri “padroni” dei talk show nazionali.

La FNAILP dispone e propone un pacchetto di riforme, diffuso sotto il nome di « Linee Guida per la riforma della professione intellettuale di architetto e di ingegnere ».

Le prestazioni degli INGEGNERI e degli ARCHITETTI, sono macroscopicamente differenti da chi svolge un mero servizio commerciale o rispetto quelle svolte da altri professionisti; afferiscono lo svolgersi di una professione ad evidenza pubblica e generale e che riguarda l’intera sfera sociale, economica e culturale del Paese; sono capaci di influenzare gli scenari economici nazionali e globali, la vita e il lavoro di milioni di persone.

Le funzioni svolte dagli stessi soggetti si ripercuotono positivamente o negativamente sulla immagine della civiltà moderna, e i possibili danni prodotti da prestazioni insufficienti o errate sono subiti dalla intera collettività.

La prestazione professionale intellettuale non può essere considerata alla stregua di un bene di consumo materiale, nasce da presupposti totalmente differenti, è frutto di ingegno, di capacità culturali e mentali che non danno mai luogo a processi commerciali pedissequamente replicabili, o clonabili, con la conseguenza che l’onorario del professionista non può mai assimilarsi al “pretium rei”, ovvero al prezzo di beni commerciali, e quindi non può essere oggetto di “mercanteggio”, di vendita o di svendita!

La sostanziale differenza tra chi rende un servizio intellettuale e un commerciante, sta nel fatto che il cittadino mentre è in grado di distinguere la differenza tra prodotti di consumo ed è dunque è capace di giudicarne il prezzo e stabilirne l’effettivo valore, diversamente NON È IN GRADO di riconoscere una prestazione intellettuale errata, fasulla, o frutto di un copia incolla, da una prestazione rispettosa di tutte le migliaia di leggi nazionali, statiche, urbanistiche di sicurezza, termiche, acustiche, impiantistiche ecc. e mentre è lecito per un commerciante proporre a basso prezzo un prodotto più scadente, NON è LECITO per un professionista proporre prestazioni scadenti o insufficienti pur di ribassare il prezzo, sarebbe come ledere gli interessi di una collettività, che nonostante fosse estranea al processo di contrattazione professionista-cliente, di fatto subirebbe i danni da prestazioni rese con massimo ribasso!! Ecco perché la liberalizzazione delle tariffe per architetti e ingegneri è un madornale errore frutto di legge i cuoi presupposti sono fondati su false informazioni demagogico populiste.

I minimi tariffari dei liberi professionisti rappresentano l’equivalente dei minimi salariali previsti nei contratti collettivi di TUTTI i lavoratori del pubblico impiego, rappresentano l’unico parametro di proporzionalità tra il lavoro e la retribuzione, un valore di dignità umana cui qualunque lavoratore non può rinunciare.

Il cittadino/committente ha il diritto di conoscere il costo certo di una prestazione, ha il diritto di avere la certezza che la prestazione sarà di livello qualitativo adeguato alla legislazione e alle normative vigenti, ha il diritto entrare in uno studio e di sapere che in qualunque altro studio potrà ricevere la stessa qualità e riconoscere al professionista la medesima tariffa fissa ed inderogabile, come fissa ed inderogabile è la rispondenza delle prestazioni intellettuali alle infinite regolamentazioni tecniche nazionali, ha diritto di sapere a priori il giusto prezzo da retribuire per una reale e regolare prestazione.

La Federazione ravvista gravissimi vizi nelle attribuzioni degli incarichi pubblici e privati, collusioni con uffici tecnici comunali, regionali, con politici di turno, che vedono da un lato l’accaparramento di commesse da parte di pochi “eletti” dal “sistema” e dall’altro il perverso sfruttamento di giovani e meno giovani. Sempre più frequentemente, negli uffici di talune imprese, professionisti “poco liberi”, stipendiati meno delle badanti, rendono falsamente prestazioni in cui deontologicamente

sarebbe richiesta la terzietà e l’autonomia di giudizio, mentre di fatto, sono alle totali dipendenze del “padrone” generando delle evidenti incompatibilità che vedono il controllato verificato da un controllore SUO DIPENDENTE !

Il progettista dipendente di una impresa viene ammaestrato al fine di realizzare il semplice profitto economico e la massima speculazione edile. Questo meccanismo è a sfavore dell’acquirente finale, di cui invece, il progettista/direttore dei lavori, o coordinatore della sicurezza, dovrebbe essere garante.

In Italia i professionisti tecnici laureati, unitamente a quelli semplicemente diplomati, che di fatto, paradossalmente, attraverso voragini legislative mai colmate, svolgono le stesse mansioni, sono 10 volte numericamente superiori a quelli delle altre Nazioni europee e del mondo, ciò crea una gravissima situazione di inoccupazione e di svendita e svalutazione del lavoro intellettuale.

Ad accrescere questo fiume di persone ed ad amplificare maggiormente il problema, si sono introdotte nuove figure, gli iunior e i laureati mediante le cd convenzioni tra enti ed università che laureano dipendenti lavoratori in tempi improbabili e paradossali.

L’offerta eccede in maniera smisurata la richiesta; questo processo degenerativo produce il fallimento della categoria e lo squilibrio e l’inceppamento della macchina sociale, e nonostante questa verità, si propongono le liberalizzazioni, che rendono ancor di più selvaggio e perverso il lavoro, sminuendone le caratteristiche dignitarie !

A svalutare repentinamente le attività del libero professionista c’è anche l’atteggiamento scorretto di taluni dipendenti pubblici, che approfittando della posizione all’interno della macchina autorizzativa, o della visibilità rispetto alla committenza, svolgono lavori privati, e godendo di retribuzioni fisse possono ribassare i prezzi fino a lavorare per hobby, ledendo gli interessi dei cittadini a favore della speculazione edile e della deregolamentazione.

Ci sono poi i potentati economici delle imprese e della politica che decidono chi deve lavorare e chi deve restare a guardare, solitamente operando una scelta dettata da motivazioni esattamente antitetiche a quelle che vorrebbero protagonisti i migliori professionisti.

Le imprese approfittando della svalutazione e del soprannumero speculano sulla “manovalanza intellettuale”, dettando condizioni spesso inferiori a quelle cui sono sottoposti gli extracomunitari senza permesso di soggiorno, creando di fatto “schiavi” pronti a tutto pur di sopravvivere nella giungla del libero sfruttamento e delle liberalizzazioni.

Ecco che si redigono prestazioni ai limiti dell’incredibile, dell’inaccettabile; uno tsunami di dimensioni catastrofiche continua ad abbattessi sulla società, un bomba ad orologeria che provocherà danni incalcolabili : calcoli strutturali non verificati, calcoli termici ed acustici integralmente copiati, certificazioni energetiche fasulle, progetti irrispettosi della normativa urbanistica locale o nazionale, piani di sicurezza copia/incolla, direzioni dei lavori inesistenti, collaudi statici in corso d’opera fasulli, verifiche di sicurezza inesistenti, disperati chiamati ottusamente casta, che pur di lavorare son disposti a qualunque espediente o a qualunque retribuzione.

E’ noto ormai, ed addirittura legale, il meccanismo con cui dei “super uomini” con super poteri, creati ad hoc da una miope legislazione, possono dispensare incarichi per centinaia di migliaia di euro a professionisti “fiduciari” o meglio soci virtuali di minoranza!

Per gli incarichi privati è nota l’usanza che l’impresa si rivolga non già al professionista come la normalità vorrebbe, ma prima all’ufficio tecnico o all’assessore di turno, o addirittura al sindaco per chiedere quale fosse il professionista “convenzionato” che meglio avrebbe soddisfatto le “esigenze” dell’Ente che deve controllare gli elaborati e soprattutto approvare le concessioni.

Questo vergognoso stato di fatto crea i presupposti della FNAILP .
Un concerto in crescendo di donne e uomini, si riuniranno in tutte le province italiane, per fondare le sedi distaccate della Federazione Nazionale degli Ingegneri e degli Architetti Liberi Professionisti.

Raccoglieremo la determinatezza della stragrande maggioranza degli iscritti agli Ordini, perché la politica recepisca le istanze innanzi esposte e da esse scaturisca nell’immediato, leggi che siano il presupposto di un nuovo e rinnovato rispetto per le energie intellettive TUTTE del nostro amato Paese.

IL PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE

 
 
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