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contratto di incarico architetti ingegneri

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 Contratto / Lettera /Disciplinare d'incarico professionale per architetti, ingegneri

Al conferimento d'incarico il professionista (architetto o ingegnere) fornisce le informazioni di dettaglio e pattuisce il compenso «nelle forme previste dall'ordinamento». Con la modifica al codice deontologico il Consiglio Nazionale Architetti ha già previsto il conferimento dell'incarico per iscritto.​
Il professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessita' dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell'incarico.
In ogni caso la misura del compenso, previamente resa nota al cliente, deve essere adeguata all'importanza dell'opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi. L'inottemperanza di quanto disposto nel presente comma costituisce illecito disciplinare del professionista. 


Il contratto di incarico è redatto dal professionista ed accettato dal committente, non viceversa!
Abbiamo redatto un modulo compilabile chiuso con tutte le opzioni, così da rendere blindate le clausole contrattuali. 
Le variabili da compilare sono soltanto (naturalmente):
i dati del professionista e del cliente, il tipo di prestazione, il valore dei lavori da svolgersi e su cui il professionista esplica le sue prestazioni, la relativa percentuale che forma il compenso professionale, la eventuale somma aggiuntiva forfettaria, le spese, gli stati di avanzamento, le more, etc.

Si ricorda che la tariffa per le competenze professionali degli architetti e degli ingegneri si calcola sempre in percentuale rispetto sul valore/costo lordo su cui si esplica la prestazione professionale. 
Da ciò ne deriva che non esiste quasi mai la ricorrenza della stessa tariffa per la stessa prestazione, giacchè appare assai probabile che i valori/costi delle opere (e di conseguenza l'impegno e le responsabilità del professionista) che svolgono differenti clienti, siano diversi.

Si faccia un esempio per chiarire :
il cliente (A) ci chiede di svolgere una CILA (Comunicazione inizio lavori asseverati) -senza direzione dei lavori e sicurezza- per una manutenzione straordinaria di un appartamento, con un ammontare dei lavori al lordo di iva di € 30.000
La tariffa del professionista è in percentuale al vaolre lordo delle opere, ovvero per esempio l'8%, quindi il compenso sarà 2.400 euro oltre a cassa ed iva!

Il cliente (B) ci chiede di svolgere una CILA (Comunicazione inizio lavori asseverati) -senza direzione dei lavori e sicurezza- per una manutenzione straordinaria di un appartamento con un ammontare dei lavori di € 60.000 al lordo di iva.
La tariffa del professionista è in percentuale al valore lordo delle opere, ovvero per esempio il 5 %, quindi il compenso sarà 3.000 euro oltre a cassa ed iva!
La percentuale che forma il compenso del professionista diminuisce all'aumentare del valore lordo dei lavori.

Se per esempio svolgessimo una SCIA (segnalazioe certificata inizio attività) per una ristrutturazione -senza direzione dei lavori-, in ragione del fatto che la SCIA è più complessa della CILA, è naturale aumentare le percentuali che formano il compenso. In tal caso se i lavori dovessero ammontare ad € 60.000
la tariffa del professionista potrebbe essere il 6%, quindi il compenso sarà 3.600 euro oltre a cassa ed iva!


Ancora un esempio, se svolgessimo un PdC (permesso di costruire) -compresa direzione dei lavori- per un nuovo edificio che da computo metrico estimativo realizzato con il prezzario ufficiale regionale* ha un valore di 100.000 euroil costo della parcella potrà essere ragionevolmente il 13%.
Se invece il valore dell’edificio fosse di € 300.000 il costo della parcella ragionevolmente potrà essere il 8%.

Anche la tariffa per svolgere una APE (attestato di prestazione energetica) in genere si calcola sulla base del valore dell'immobile da certificare.
Se per esempio stiamo certificando le prestazioni energetiche di un appartamento del valore commerciale di € 100.000, l'APE potrebbe verosimilmente costare lo 0,4% ovvero € 400 oltre a cassa ed iva.

Naturalmente si devono sempre mettere in campo coefficienti moltiplicativi in base al criterio di difficoltà incontrata.

Poniamo il caso che il cliente non possieda una piantina dell'edificio, e dovessimo previamente eseguire un rilievo, lo si dovrà calcolare a parte, aggiungendo, per esempio, un coefficiente moltiplicativo che incrementa la percentuale, magari del 20%. La nostra parcella corretta quindi sarà 0,4 +20% ovvero 0,48% quindi  € 480.

Se il cliente non dovesse possedere informazioni sugli infissi,(schede tecniche dell’azienda) il professionista sarà tenuto a fare un rilievo esatto degli stessi infissi per poi calcolarne la trasmittanza, in tal caso va applicato un secondo coefficiente maggiorativo, che può essere il 10% .

Se il cliente non dovesse possedere il libretto della caldaia, il professionista dovrà evincere le informazioni necessarie da una ricerca su vari database, per cui va applicato un terzo coefficiente, magari del 15%; vale lo stesso per i dati degli eventuali condizionatori, per cui in caso di mancanza dei libretti tecnici, andrà applicato un coefficiente maggiorativo, magari del 5% l’uno.

Se l’edificio dovesse essere un edificio storico o comunque fatto con materiali non convenzionali e di trascorsa tecnologia e tecnica costruttiva, il professionista potrà ricorrere all’utilizzo di una strumentazione, tipo il termo flussimetro per calcolare la trasmittanza delle partizioni, una termocamera per individuare i poti termici etc. in tal caso si applicherà un coefficiente maggiorativo consistente, in ragione del costo delle attrezzature, del loro ammortamento e della maggiore complessità delle operazioni che il professionista dovrà affrontare.


 
*o mediante le tabelle allegate in calce, o mediate i decreti dirigenziali regionali che stabiliscono il valore a m3 per le varie tipologie di opere.

Qui di seguito una tabella per calcolare agevolmente e senza necessità di redigere un computo metrico estimativo, il valore dei lavori a farsi, su cui determinare la percentuale che forma il compenso del professionista.



 
 
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