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manutenzione ordinaria "fai da te", questi possono essere i risultati!

Pubblicato da Pasquale GIUGLIANO in PROFESSIONE · 12/4/2016 08:44:00
Tags: manutenzioneordinariafaidate

Non sappiamo se per l'edificio in questione il crollo sia derivato o meno da una manutenzione "ordinaria fai da te"
ma riportiamo questa foto che identifica certamente una criticità: una eventualmente manutenzione ordinaria o straordinaria senza che vi sia l'ausilio indispensabile di un tecnico può portare a queste disastrose conseguenze!


Il proprietario immaginava che i lavori a farsi nel suo APPARTAMENTO IN CONDOMINIO fossero classificati come “MANUTENZIONE ORDINARIA” art. 3 dpr 380/2001 e s.m.i.
e come tali, per il loro svolgimento, non ci fosse necessità di nominare un professionista (architetto/ingegnere o se di modesta entità un geometra)
in quanto ERRONEAMENTE pensava fossero rientranti nell’ambito dell’Art. 6 (L) - ATTIVITÀ di EDILIZIA LIBERA comma 2, lettere b), c), d) ed e) del d.P.R. n. 380/2001.
NATURALMENTE “SORA MARIA” SI SBAGLIAVA ! (nell'articolo che segue si fa riferimento ad un cittadino generico, ipotizzando che faccia una manutenzione ordinaria senza l'intervento di un tecico professionista su di un edificio generico, puntualizzando fin da subito che nulla ha a che fare con il caso del crollo della palazzina a Roma)

Tra lei e il suo mastro Peppe (un muratore con “esperienza” -in danni- di 30 anni) senza l’ausilio di un TECNICO
hanno “ben” pensato di concepire le seguenti, gravissime, superfetazioni edilizie, termiche e strutturali, delle quali sono venuto a conoscenza casualmente, in seguito ad un dubbio (per fortuna che almeno un dubbio sia giunto alla mente dei signori) e alla conseguente richiesta di un mio sopralluogo.

Ma vediamo, nella più totale inconsapevolezza, mastro Peppe e "sora" Maria cosa hanno fatto:

-hanno creato un rialzamento nel solaio del salone, realizzando un massetto, nemmeno alleggerito, di ben 20 cm, cui si ha accesso mediante due scalini; un sovraccarico permanente che incide per circa 1900kg/m3

- hanno costruito con tavelle e calcestruzzo e blocchi di cemento riempiti in cls, una sorta di isola al centro dello stesso salone; realizzando un carico distribuito superiore a quanto consentito dalla Circolare del 04/07/1996 n. 156, ossia > di 1.5 kN/mq;

- hanno forato due pilastri, spezzando per giunta le staffe, per favi passare i tubi dell’acqua, e i tubi elettrici;

- hanno istallato le cassette di derivazione elettrica in alcune travi emergenti, diminuendo la sezione resistente rispetto a quella che adeguatamente aveva calcolato il progettista; addirittura tagliando delle staffe, con buona pace delle formule di Jourawski sulla resistenza a taglio;

- hanno realizzato tracce per il passaggio dei tubi elettrici lungo tutta la base di alcune pareti da 8 cm,: quelle pareti, oggi, si mantengono su un cm di spessore; probabilmente da ora in poi non ci sarà necessità nemmeno di attendere un leggero sisma perché collassino per ribaltamento per peso proprio; momento ribaltante > del momento stabilizzante

- hanno posto in opera un pavimento sopra il vecchio pavimento e successivamente, con l’ultima ristrutturazione, a nero, un nuovo pavimento ancora; realizzando un sopraccarico permanente non compatibile con l’analisi dei carichi redatta da progettista e che comporterebbe un diverso dimensionamento dei travetti del solaio, dei pilastri, delle fondazioni etc. anche in virtù dello spostamento del baricentro dei carichi e delle rigidezze che possono portare ad una configurazione strutturale differente da quella calcolata e realizzata;

- hanno creato un soppalco ancorato da un lato in un pilastro e dall’altro in mezzeria di una trave; avendo “accortezza” di agganciarsi dove il momento flettente è massimo;

- hanno ripetutamente inserito grossi tasselli nelle strutture portanti che poi hanno rimosso, lasciando in vari punti, fori ben visibili;

- hanno realizzato una sorta di poggiolo in muratura che unisce due pilastri, dando luogo al cd “pilastro tozzo” con lunghezza libera di inflessione ridotta, sollecitato a sforzi taglienti localizzati ben superiori rispetto a quelli previsti in calcolo;

- hanno poggiato dei vasi ornamentali in cemento ripieni di terra su una fascia del solaio, realizzando un sovraccarico orizzontali lineare di oltre 1KN/m, superiore a quello previsto da norma,

- hanno posto in opera un parato totalmente impermeabile, involontariamente quasi a simulare una barriera al vapore, senza prima verificare il diagramma di Glaser, le pressioni di saturazione del vapore d'acqua e le pressioni parziali del vapore, con il fortissimo rischio di avere condensa, e quindi muffa, superficiale e interstiziale; non solo sulle pareti ma anche su altre superfici di elevato peso specifico dell’ambiente;

In teoria per tipologia di opere, l’intervento previsto ab origine dal proprietario, sarebbe dovuto restare nel novero della manutenzione ordinaria,
ma la ovvia mancata conoscenza della pressoché infinita normativa, ha fatto si che, involontariamente, sora Maria e mastro Peppe si trasformassero in killer silenti,
QUASI AUTORIZZATI da una norma incauta ed incautamente liberista.

Questo genere di errori, commessi molto comunemente, insieme a tanti altri, compromettono seriamente l’incolumità dell’incauto cittadino, non solo, ma compromettono soprattutto l’incolumità pubblica e collettiva dei fruitori degli edifici
.
Io cittadino coscienzioso come posso star tranquillo in casa mia sapendo che sora Maria del piano di su sta decidendo, nella massima ignoranza, della sua e della mia vita e di quella dei miei cari?

Si invita il legislatore a porre immediato rimedio a questo grave errore legislativo, diminuendo drasticamente quelle che sono le opere annoverate nell’"edilizia libera".
Si invitano i cittadini che vogliano attuare interventi di manutentivi, anche interni ai loro appartamenti, a rivolgersi sempre ad un tecnico libero professionista, con comprovata competenza ed esperienza.

N.B.
le superfetazioni che si raccontano, seppur legate ad un edificio di cui abbiamo svolto sopralluogo, non hanno a che vedere con lo stabile di Roma. E' stata utilizzata questa immagine esclusivamente per rendere realistico e vivido quanto può accadere in queste circostanze.



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